Caparezza

BASE PER ALTEZZA DIVISO UNO
Caparezza, italian musician.

La poetica di Ivan è incastonata nella geometria della città, quasi a donarle un’anima.
Muri, muretti, pareti e saracinesche si trasformano in manifesti di poesia urbana,
semplice, diretta e scritta a mano, come centinaia di anni fa, quando il futuro era “quello di una volta”, intesa come soffitto di una cappella.
Consegnare volte anonime alla fantasia di artisti pazienti era la norma,
perché il tempo era talmente generoso che potevi prenderti tutto il tempo.
Adesso no.
Dal lento rito della penna intinta nella china e pazientemente trascinata sulla cartapecora siamo passati al frenetico ticchettio dei tasti di un PC portatile.
Dalle ore dedicate alla contemplazione di un affresco siamo passati a circa 3 secondi di fruizione dal finestrino di un auto in corsa.
Il poeta contemporaneo lo sa e si ingegna per cibarci d’arte, come uno chef nel fast food.
E’ qui che si colloca Ivan, con poesie spesso racchiuse in una frase, per illuminare la metropoli d’immenso.
Ivan non è fuori luogo perché è ‘nel luogo’.
Ivan è non ha i suoi tempi, ha ‘il suo tempo’.
Adesso che la geometria della città ha una base poetica ed un artista all’altezza,
il futuro è quello di una svolta.