“…la poesia di strada nasce gettando parole tra le vie, pugni di semi nel vento, è sensazione precipitata in sassi d’assalto tra lo snocciolarsi scomposto di questa città. Versi come pioggia tra le genti, inzuppate fin’oltre l’orlo dell’attenzione, senza corte di dotti ne corona, perché d’ovunque e da sempre, una pagina bianca è una poesia nascosta…” Con questi versi comincia il manifesto d’assalto poetico scritto da ivan nel 2003. Un breve testo sull’agire in strada del poeta che vuole liberare la propria poesia per gettarla tra la gente e dare a tutti il piacere di viverla in prima persona. Nella strada infatti, nasce il concetto di agire poetico e dal 2003 in avanti ivan non ha mai abbandonato la dimensione pubblica del far poesia tra le vie. Dopo la prima scaglia su muro, scritta sul parapetto della darsena di Milano nel Dicembre 2002, ivan ha continuato un lungo percorso di sperimentazione poetica che lo ha portato a scrivere versi e parole tra le strade di tutto il mondo. Dal Libano ad Haiti, da Amsterdam a Barcellona fino a Parigi, l’Avana, il Messico e molte altre città e comunità nel mondo. Un lungo verso che lo ha portato ad essere considerato, ad oggi, il riferimento principale per il neonato movimento della “Poesia di Strada” che propone e promuove nuove tecniche e contenuti spezzando il confine elitario della poesia e diffondendosi liberamente in piazza, nelle strade e tra la gente. E’ infatti nella poesia di strada, così come nelle performance di strada, che il concetto d’identità collettiva raggiunge in ivan la sua massima espressione. Un’agire comune, nato apposta per il luogo della sua più immediata fruizione. Come per i manifesti e le poesie di assalto poetico stampati in bianco e nero su pagine alte un metro e disseminati tra le città di tutto il mondo in mezzo alla gente, ogni volta tradotti nella lingua del paese che li ospita. Perchè, a differenza di molti artisti della street art o del grafittismo, anche in strada ivan agisce sempre di giorno a volto scoperto interagendo con la gente, spiegando il motivo della sua azione poetica, proprio perché “è guardandosi negli occhi che nasce la poesia”. Mi viene in mente il grande muro dipinto da ivan a Campo Felice di Roccella in Sicilia, nato dall’interazione con i passanti e dai colori della terra siciliana. O ancora le poesie scritte in spagnolo sui muri dell’Avana e quelle in tedesco attaccate sui muri di Halle. Nonostante la crescente attenzione, anche del mondo dell’arte più istituzionale, per l’arte e la poesia di ivan, il legame tra ivan e la strada è ancora molto saldo, come una dipendenza per l’agire pubblico e per la sua inevitabile declinazione politica e sociale.
Assalto Poesia
