
Che Michele fosse poesia viva e splendida persona, credo sia cosa che tutti sanno o che di certo non son io a dovervi venir a dire. L’altro giorno ci siam incontratti d’abbraccio in quel di Molfetta e abbiamo passato qualche buon momento nel suo scantinato-studiodiregistrazione-museodelgiocattolo-salagiochi-stanzadaletto-casa. Ancora mi stupisce quanto, dopo tanto salto, si possa restar i piedi per terra con acccanto gli amici di sempre, l’affetto per strada della gente. Molfetta di suo, a contorno a questo mio viaggiare verso Palermo, pare spaccata tra passato e futuro, accesa a festa il giorno di Carnevale, sposa di terra e sparsa il mare.
Molfetta il giorno del Carnevale
ecco molfetta il giorno del Carnevale
i carri e i costumi sui bimbi che non san non scivolare
come il mondo fosse fermo cent’anni fa e proprio oggi
il cielo poco sole fa banda
sbanda
e accende un filo di tepore sul mare divampo rossore
molfetta quasi spaccata tra presente e passato
mi ricorda dove son stato
quel che ho sbagliato
se vorrei tornare ancora lento
a quando non contavo il tempo
resistevo il cemento
e non nessuno mi faceva spavento
un vecchio è’l suo carro di rughe
sembra attaccato la fune la vita
sembra camminare sospeso
come se d’un lampo potesse cadere
scivolare
e appunto in fine
la fune strappare
la banda col turbante salta
una sporca dozzina che stenta a mostrare
come da tanto baccano
si possa sussurare piano
ed esplodere in silenzio come una nuvola di coriandoli
il pugno d’un bambino
poesia il carnevale di molfetta
ritratto la corrente
e scriver di fretta