
E (il nuovo mensile di Emergency) mi ha chiesto di scriver una poesia sul tema del precariato per l’edizione di luglio. Mauro il Bolognese ci ha messo la saracinesca e Germana le foto. La pagina la trovate nell’archivio stampa, mentre appena sopra uno degli scatti di contorno della giornata. Il piacere di portar l’assalto poesia tra le pagine del magazine di Emergency è, oltre che personale, cosa buona per la poesia di e in strada. Di seguito trovate il corpo del testo, poesia precaria d’equilibrio e sempre in emergenza.
Ritratto la distanza che si fa corta
precario è l’equilibrio prima che cadere
credere e non avverare star l’orlo il burrone
senza aver nulla da gettare
il tempo dei guizagli sta come a strozzare
chi tira le file dei fili
e sa solo annodare
ritratto l’italia poggiata un soffio
che scappa e corre sotto mentre scrivo
che gocciola talenti come foglie il vento
che getta semi sparsi il cemento
in questo lampo che rimanda il boato
d’una storia che s’interrotta
che s’ora la distanza si fa corta
ognuno merita il regime che sopporta
poesia per chi resiste le sedie a progetto
per chi si alza l’alba e non va più a letto
per chi scivola i cantieri senza contratto
per chi soffoca i padroni del ricatto
di pensare che poi tutto in fondo vada bene
che la paura fa la prigione
molto più che la gabbia
o le catene