
Non è semplice calarsi la strada il buco tra chi si buca a Bucarest. La condizione dei ragazzi che vivono nei canali fognari della città è l’ennesimo esempio di quanto “ogni ingiustizia del mondo” debba esser nostra e di come la condizione umana possa degradarsi fin limiti che a noi (figli comodi del primo mondo) pare già irraggiungibile; Marian poi, pensare, qualche anno fa faceva il dj in Italia sulla costa pugliese, Stephanie oggi è pazza o solo molto sola, Costantin ha le braccia nere di tagli e non smette mai di bucarsi. Silvia, Gaetano e tutti i ragazzi di Live In Slums (grazie immenso per l’invito e il supporto per l’assalto) stan davvero facendo un lavoro ottimo per qualità umana espressa e serietà progettuale rispetto al tema dell’abitare per dei ragazzi che vivono sotto terra a 50 gradi e appena fuori a -20. Di tutto, come solito, resta molta poesia (qualcuna scivolata perfino il fondo dei canali), l’assalto la notte con la cara Elisa a far da vedetta, lo sguardo di chi a otto anni vede il cielo da una grata, la puzza che lacrima gl’occhi per il marcio e le spade nelle braccia dei ragazzi che lacrimano gl’occhi per la rabbia e basta.