Il Kosovo passato

Kosovo

Jane Felber e l’Ong tedesca Zfd si occupano di mediazione interculturale nei territori di conflitto o particolarmente segnati da diaspore passate, presenti e “future”. Di questi cinque giorni di lavoro sul tema dell’identità collettiva, della diversità e dell’arte pubblica con i ragazzi dell’enclave Serba di Gracanica mi rimarrà: le mani gelate dalla colla e dalla neve (incredibile ma ad una certa ghiaccia), il sapere che la vecchia Yougoslavia era un mosaico di popoli che da sempre si rincorrono o si scappano, che la guerra a due passi da casa è una lezione da mettersi via e rispolverare spesso (con la fortuna di poterla imparare sulla propria pelle), che Pristina è una città molto più “spessa” che estesa. Sembra assurdo ma qui c’è una cascata di muri invisibili per le strade e, nonostante l’assalto non voglia confini, non son spesso così facili da dipingere; in un paese invece, il nostro, dove le differenze (quindi le qualità) si contano casa per casa, sarà il caso di non scordare che vuol dire “odiare, ammazzare per aver perso la strada e non volerla più trovare”. Un grazie ed un abbraccio forte a tutti i ragazzi che han partecipato ed assaltato alla luce del giorno per le strade della comunità (Peter per tutti), alla mia splendida ed impeccabile traduttrice, alla super “Draga” (pardon) e alla “sua sorella” ormai promessa, a Jane e Ljubiša per la splendida ospitalità, gl’abbracci ed il té del mattino.


Scritto nel 2010