
La poesia di strada non è una gara, anzi, per come stan le cose nei licei che incontro, par già battaglia persa in partenza. Portar l’assalto tra le periferie resta luogo naturale per l’arte pubblica e la relazione con le genti che “contano”. I numeri giusti li hanno loro perché spesso si crede che siano, appunto, matricole statistiche più che vite uniche e particolari, perché spesso una delle poche cifre che si conosce in quelle zone è il calibro di un arma o gli anni di galera commissionati, perché, come diceva bene Pasolini, io mi trovo meglio tra i briganti che tra i camerieri con i guanti. Con l’aiuto dei giovani scout cattolici e laici milanesi (un grazie per la scelta e per l’esser poeti che leggono), ecco, senza che la neve abbia fermato il passo, quel che tra i palazzi ha fatto casa.