Il verso a Bucarest

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Far il verso a Bucarest par un gioco di parole stonato; la verità è che l’assalto poesia è come una febbre e, nonostante gli antibiotici di conformismo con cui tentano di ingozzarci, purtroppo non mi passa. A differenza di Genova, l’Avana, Milano, Napoli e tutte le altre città che mi hanno visto per terra e grattarmi l’asfalto ed il gesso, la partenza del tutto questa volta è avvenuta nei canali della Gare de Nord, per dire che anche là c’è una strada, invisibile come l’essenziale, dove i ragazzi vivono, mangiano, scopano e muoiono. Un verso più lungo del mondo unico, che da sottoterra ha corso per la strada con Stephanie, pazza ed urlante i passanti, che mi teneva a bada. Foto ed aggiornamenti nella sezione d’assalto del sito.


Scritto nel 2011