La scuola cresce

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La scuola che abbiamo contribuito a tirar su in Palestina (fisicamente e non) resiste e da servizio a tre comunità Jahalil, per oltre sessanta bambini. Nonostante, misteriosamente per noi (un poco meno per la Corte Israeliana), l’ampliamento della carreggiata se ne mangerà un aula intera (d’altronde ovunque una provinciale fa deviazione per cinquanta metri in salita per poi ridiscendere a gomito fin lo stradone principale che aveva appena lasciato) pare che il seme gettato da Vento di Terra stia già fiorendo per l’inverno. In ogni caso occorre sempre star in allerta in poesia e le attività riguardo la scuola non sono terminate; Palestina Viva è ormai alla sua dodicesima replica (e ne vedrà ancora molte), gli architetti di Arcò sono pronti a nuove sfide a Gaza, Serena, Dario ed Annibale non smettono mai di spremere credere nei loro progetti cooperativi. Per Linus di settembre, riaperte le scuole da noi, ho pensato che la cosa migliore potesse esser scrivere di dove la scuola invece non deve chiudere mai. Sempre grato ovviamente al buon Squaz per il suo contributo unico e prezioso.

La scuola cresce il lato del campo
la scuola cresce il lato del campo
s’alza di gomme e fango quintali
sale al ritmo del batter le mani
al lato del tempo
del sogno disperso
un passo il sole
uno il deserto

e passerà tempo prima che si possa sapere
quante son le pietre per fare un sentiero
quant’è la misura esatta del giorno
se questa strada avanzi
o sia senza ritorno

e paion paia di scarpe stracciate
di quelle ormai che giran slacciate
che nonostante il conto dei passi
si mangian il cammino
come l’acqua i massi

la scuola di gomme è come le gemme
nascosta la vista
cresciuta queste terre
spremuta a fatica
dalle rocce più dure
protetta la notte
dalle ombre più scure


Scritto nel 2010