L’acqua pubblica

Manifesti Roma

Con colpevole ritardo, ma sempre in tempo per il Referendum del 12 e del 13 giugno, ecco uno scatto dell’assalto per il corteo romano in favore dei movimenti per l’acqua pubblica in Italia (ad oggi non una cricca di pochi non vede l’ora di privatizzare un diritto di tanti). A parte la follia di pensar di poter comprare la pioggia o i ghiacciai, è stata una splendida giornata di sole, colla, gente e strada. Tra i tanti incontrati (e che sostengono attivamente la campagna) Vergassola, Moni Ovadia, i Renzophonic, Alex Zanotelli. Ecco inoltre di seguito la poesia donata al movimento, alle tante gocce che si faran marea a giugno, a chi resiste i gorghi per non affogare, proprio oggi che i potenti pare vogliano prosciugare, oltre che terra, mare. Altro non ho da dire, e perdonate la rima che chiama, che andate a votare.

Poesia per l’onda e la sete alla sorgente
poesia per la goccia e’l suo coraggio
che cresce dal basso e cade fin maggio
ritratto la pioggia per mano la gente
che resiste il vuoto del niente
si fa roccia forte di sorgente
e barricata
al travolger della corrente

poesia l’onde e la sete alle roggie
la primavera alle porte
i bagni e gli spruzzi
parole come fosse un canto che sale
che ricorda che soli siam come a prosciugare
la fonte della libertà
e del diritto al temporale

che si gridi e non si lasci silenzio
la lenza all’amo di questi potenti
dei loro sassi scagliati a far profitto
se l’inganno porta deserto
solo la burrasca può spazzare
la loro fame di comprare il domani
per poi lavarsene le mani

non c’è confine le acque del mondo
come cade deve far ritorno
l’acqua sola sa insegnare
che se le tiri schiaffi
ti fai male
se ti lasci portare
ti sa navigare


Scritto nel 2011