
Anche questo mese, d’altronde è solo il secondo di dodici, ecco la poesia per Linus accanto alla splendida illustrazione nata dalla mano (e dalla mente) del buon Squaz. La poesia racconta d’un sogno (e del suo brusco risveglio) dove la primavera è finalmente sbocciata dovunque le terre del mondo e il futuro che splende (come appena dicevo a Molfetta qualche giorno fa coll’altrettanto buon Caparezza) è finalmente quello di una svolta. Putroppo però spesso i sogni da svegli si trasformano in realtà o forse a furia di incubi reali abbiamo perso la capacità di sognare. La sostenibilità del nostro mondo (soprattto di quel primo ingrassato di sprechi e inutilità consumistiche) non è questione su cui scherzare e di certo, su cui sognare.
Poesia il miracolo della primavera
poesia il miracolo della primavera
che ci abbiam creduto e ora s’avvera
che perfino madre natura s’è stupida
di questo prodigio sfuggitole le dita
ovvero ci sarà per sempre bella stagione
fiori e alberi sazi di profumi
frutti nei piatti dei poveri
in grandi porzioni
ritratto divampo di questo ultimo spicchio d’inverno
questo mondo ch’era dannato un passo l’inferno
che per fortuna è arrivata questa nuova stagione
che pare altrimenti non ci fosse più guarigione
che si rischiava davvero che la neve coprisse il sentiero
che la terra diventasse un torrido cimitero
deserto, bufere e cielo sempre più nero
invece che gioia
(lo urlano tutti quanti)
buttate via i maglioni e gettate i guanti
il mondo s’è salvato da sé
per te
e questo miracolo della primavera tutto l’anno
ancora mi stupisce quanto ripari ogni danno
poesia d’improvviso che mi son svegliato dal sonno
ritratto il sogno soffocato dal mondo
fatto primavera la poesia d’un moribondo
scriver del domani un sasso il collo
un soffio dal fondo