
Ecco la poesia, come uso sempre con l’immancabile ed insostituibile contributo del buon Squaz, per il mese d’Ottobre di Linus. Uno scriver pazzo (di nome e di fatto, ovvero scritta e destinata per la raccolta “Poesia Folle”) come a rincorrer la mano del buon Pasquale, ad anticiparne e rincorrerne i colori, a tentare (o almeno noi ci si prova) di far poesia l’uno accanto all’altro, lo stesso momento e lo stesso sentimento. Certo stiam ancor gattonando (e ancora grazie a Linus per esser buona palestra), ma credo che il nostro tentativo di alzarci in piedi ed evitare “di appiccicare una poesia ad un disegno o viceversa”, segua la strada giusta. Di seguito, per chi legge ed è poeta, la poesia spoglia del “colore” del caro Squaz.
Ritratto l’inchiostro “del dire tuo per dire nostro”
ecco la follia in poesia
accanto l’inchiostro (perdonate s’è troppo)
due passi e d’incanto (anzi proprio per davvero)
basta che leggi poco oltre
e si disegna un brigante per mano un uovo pasquale
se non c’è luce il buio
lo è perché meglio si nascondono le ombre
e detto così è poco da dire
come sproloquiare che pazzia
spargere nelle pozzanghere poesia
ringonfia di merletti e trucchi
nella roulotte di buttafuoco
e vediamo se un etto di fumo basta a fare l’arrosto
o se è il fumetto il piatto forte da gustare e basta
se son rapito lo è per il baccanale dell’assalto
è così
gettar il seme il vento per provare spavento
tu che leggi
e ringrazio proteggi
la poesia e tutti i suoi sfregi