
Far poesia di strada e assalto poetico vuol dire, tra le molte cose, esser distante dal mondo della comunità di poeti italiani generalmente intesa. Niente libri stampati, niente reading nei circoli, niente confronto critico ne contributi sulle (poche) riviste del settore. Nel compenso significa tante strade, molta vernice, materiali copyleft, tonnellate di lettori con cui confrontarsi per dar senso a quel che io (o meglio grazie anche a voi) scrivo. Pensare poi di aver scritto il componimento più stampato della storia della poesia contemporanea italiana (”Ritratto per il giorno felice” in 1.080.000 copie per Smemoranda) ha davvero dell’incredibile. Fuor di polemica ecco però quel che Palazzeschi diceva dei poeti di domani, ormai di oggi e tra poco di ieri; un apologia dell’assalto che, nel vuoto di oggi, suona come avvertimento più che come consiglio. Grazie sempre tutti molto per esser poeti che leggono e per far di questo assalto, “guerra” aperta.