Con questa tipologia ivan raggiunge il livello più inteso di interazione tra arte e poesia, tanto da sbilanciare il significante parola sul significante immagine che qui diviene succedaneo del verso poetico. Come tutta la produzione artistica-poetica di ivan, anche queste opere si fondano sul principio della tensione emotiva creata attraverso il contrasto poetico. Tutte le tele giocano infatti sulla contrapposizione tra significato del testo e significato dell’immagine, proprio per questo motivo, le tele sono a tutti gli effetti delle scaglie poetiche dove uno dei due versi è tradotto in immagine, tanto che ancora una volta siamo di fronte alla volontà, da parte di ivan, di utilizzare l’arte come strumento al servizio dell’immagine. Non a caso il nome di questa tipologia di tele prende spunto dalla famosa serie di quadri di Magritte “La Trahison des images” (l’inganno delle immagini) dove però il raporto arte linguaggio era invertito e quindi era ancora il testo ad essere strumento dell’immagine e non viceversa come nei lavori di ivan. Prendendo in analisi la già citata opera “Easy Riders” (70×105cm, 2008, Libano, Collezione privata) è molto facile comprendere la struttura di questa tipologia di opere. La tela è stata eseguita nell’agosto del 2008 in occasione dell’Aishti Art Festival a Faqra in Libano dove ivan fu invitato insieme a TvBoy e Ozmo dalla galleria Byblos Art Gallery. A causa del pubblico principalmente libanese dell’evento, ivan si trovò costretto a cercare un canale di espressione della propria poesia che fosse quanto più internazionale e universalmente comprensibile. Da questa necessità nasce l’idea di tradurre le scaglie, fino a quel momento solo scritte, in opere visuali che mantenessero la tensione della poesia ma che avessero una portata più ampia. A seguito dell’efficacia avuta con la prima tela della serie, ivan a riproposto diverse opere create con la stessa tecnica tanto da creare un’intera installazione, presente in mostra con il titolo “Il Futuro non è più quello di una volta”, dove il poeta-artista conduce una lunga analisi del XX secolo e delle sue proiezioni immaginarie attraverso quindici tele giocate sul contrasto parola – immagine.
Inganno Parola
