la gente dei ristoranti
di lusso alla porta del principe
è bianca come tovaglie piegate la tavola
è oltremodo l’oltremondo della corte del denaro
la gente il lusso
delle giacche dei ristoranti al confine della città del sole
par gettata la spiaggia dai maremoti
d’intarsio terremoto
di muri alti
le mura a guardia il denaro
composti
i calici ordinati la cena
e divampi di mani lavate i polsi dalle catene
di gente sbriciolata le strade
e fiumi di fiumi di risa
come baccano tra le lacrime
il baccanale dell’eleganza
i vassoi della gente i ristoranti ricchi alla porta la città del sole
è il tempo del pasto
il morimondo del posto
e tanto troppo abbaglio
che luccica inganno