la terra
la luna
e la mano si pigia il fango
come fiore nel deserto si coltiva l’orto
e fa pugno di verde
e cento raccolti
se son file di semi gettati il vento
questo maggio spavento
annibale conquista i monti e solleva i ponti
racconta i suoi figli
legati la terra
ch’è luna di fango
e fiore di guerra
come fosse strappata le rocce
come sognare svegli la notte
quella fame di fare domani
che qui si vede ancor prima ch’arrivare
quando non resta che sperare
che l’orto fiorisca
resista
e sia fiore di mare
è una voragine di cielo aperto
resister barricando la libertà
come un soffio questo vento
come se domani fosse disperso
come cresce abbaglio riflesso
un fiore tra’l deserto