poesia i soldati gl’angoli dell’insalata
calze che sbuffano
tra le cascate di ciabatte
teste rasate e barbe disfatte
gelati e gomme
spezie e sacchi di polvere
come scaglie la corteccia
chi cucina un lato
chi solo sorveglia
il mercato di gerusalemme svicola
bandiere d’inganni il cielo rivolte
le case di davide occupate sui tetti
tra le lamiere i grovigli dei fili
son ricci come bambini
e’l pianto d’un moccioso
pile di scatole e piramidi di dolci
scarpe laccate
fucili e cappelli neri come navate
carbone scuro come le vesti
qualunque parte resti
mutande coi pizzi e veli raccolti
cantano ragazzi per mano la corsa
profumo d’incenso che sgorga la coppa
anelli e brillanti riflessi la luna
ogni pietra
ogni passo
un portafortuna
una donna velata oltre lo sguardo
si ferma poi scappa
come fosse ritardo
mentre il mercato perde ogni colore
si fa pozze di luce
e candele a gocce
come lacrime pure
il mercato di gerusalemmme pare collana spaccata di perle
come se fosse sparsa la strada
cani al guinzaglio della spada
che poi son le scuri dei manganelli
pistacchi
cianfrusaglie
e sguardi ribelli
tabacco
peluche
monete
vie tanto chiuse da sembrare segrete
narghilè
tappeti
uova colorate
un vecchio aggrappato alla sua vecchiaia
aranci che si premono
i limoni che temono
che primo o poi li spremono
un uomo le braccia i fianchi
cura file di polveri santi
che son colore densi e colline ordinate
cumino a manciate
curry a palate
nel mercato che scende e sale
sbandando il pensiero
il passo
e ogni nostro sguardo