L’Habana uno. Per la strada c’è musica

L’Habana mi stira ora per le strade sbriciolate polvere e buche fonde, con Buttafuoco alla guida d’una uno ce s’è fatta l’Italia avanti indietro e ancora la strada in mare fin qui, come fosse un tiro di dadi unico e magico, como la dea del fascino rinchiusa il vizio d’un bordello. L’avana oggi è una dama nera vestita bianco e pizzi, con un piccolo ombrello a difenderla dal sole perché non la brilli e ne abbagli il fascino scintilla. Sidecar, nuvole di motori, nessun governo della strada, anni ‘30 sgretolate ruggine, oro e tempo passato. L’avana saltella e sale le strade, scivola di pancia più che arrampicarsi, poi delicata si volta discesa e sospira carezzare ruvido. Habana come un pugile col fiatone, stringe i pugni, sanguina e si sveglia ogni passo più viva.


Scritto nel 2007