La Città del Sole

ha un tetto di lamiere cascate la vita
la città del sole
pozzi di fogne strappati la luce
e bambini come mosche schiacciate la miseria
pigiati forte la terra,
la fronte
premuta domani
senza respiro o profumo di vivo

ha un cielo di pietre e ruggine storpiata lame lamiere
la città del sole
di giorno la notte e l’infanzia
si sbeccia sorrisi caldi
come lacrime e pianti
dagli strappi miagolati in silenzio

i bimbi son fontane che chiamano
sbriciolando saltelli
come potesse un balzo toccare cielo
senza cemento i piedi
e sbarre l’ali

risuona chiasso e mosche i cunicoli per le strade
la città del sole
abbagliata il lampo
di piedi piantati la polvere
e semi gettati i gorghi per la fame
di niente ancora ch’incalza

la città del sole la notte
quest’alba abbaglio la gente
fiumi baracche e toppe gettate la corrente
annegate il mare
se l’allerta lo scrivere divampa
e si consuma cenere
ancor prima che fiamma


Scritto nel 2007