passeggiare le vie del mare
è la striscia la terra del male
che è un campo sapore di sale
di seminato bruciato al sole
son cataste di cani e bambini
son rivolte di buche e gradini
son cento sguardi a fermare il passo
a non farlo camminare
se il muro resta per scrivere quel che si vede
se resta l’ombra rapita dal sole
se nuvolano sparsi mille discorsi
se anche il futuro sembra disfarsi
ridon le bimbe le spugne in mano
riempono un secchio lo sforzo titano
e ridono ridono ancora sorrisi
perchè forse piangere si riserva le fatiche
forse la gioia sparsa cascate
e cantano in fila una voce distratta
di fronte corron una parte l’altra
come le bocche che cantano ora
nell’isola in fiore chè quasi baccano
e guardano come non fossi straniero
ma roccia leggera caduta dal cielo
e cantano in fila mentre lei fischia
come risolvere queste voci una mischia
che poco a poco si sfalda brusio
per poi riaccendersi cantilena
le voci e l’altalena
i piedi nudi come giovani frutti
ben crudi per l’età
per il tempo perso gli strappi
come sabbia gettata il vento
cantano e sfilano un poco vergogna
per simone che gira la giostra
e non ballano per timore le risa
quando son loro gli spari più forti
il canto
il coro
contro ogni divisa
e questo divampo come piccole onde
si mischian d’incanto un lampo
per poi ritrovarsi passo
e d’improvviso il cielo si apre
la moschea prega
e il coro tace
poesia la corsa e’l santo
poesia noi precipitati l’ennesima partenza
poesia per il coro
per lo spirito canto
poesia palestina
l’ennesimo schianto