Poesia il tramonto l’ultimo accampamento

l’accampamento il lato le rovine
è sassi tirati perchè han paura
di trovarci spersi in pianura
e che qualcuno arrivi un lampo
tagliandoci la fortuna

l’accampamento il lato del muro
è duro fin oltre la roccia
come aria soffocata la grotta
tra questa vista ampia ovunque
chiuda la miseria d’un lato
il muro dall’altro

poesia l’accampamento
e recinti di pecore
e recinti più grandi per donne
e gli uomini sparsi la polvere
e per loro la prigione più grande

una donna con le labbra scucite
tira vendette e maledizione
tiene ogni storia e ogni ragione
ma impreca e si lascia morire

l’accampamento più duro da dire
non c’è poesia che sappia spiegare
che vuol dir il tutto tra’l nulla da dire

i bimbi non hanno paura
ridon e son speranza vera
che potessero battere i passi
spostare i massi
e schiacciare i potenti
come i pazzi i sapienti

l’accampamento spazzato dal vento
asini e scale rotte come cemento
resti di vita e scarpe consunte
gonne e lana sfuggita i lupi feroci
due occhi limpidi
una bimba
ch’é tosse e poca voce

pare come danzassero i tetti
queste logore tende paion sberleffi
tenute lo spago e chissà che fortuna
frustate dal caldo e la notte la luna
come se d’incanto potessero sollevarsi
tra le folate di vento e i sobbalzi
come fosse lo strappo d’un aquilone
come se questi schiaffi potessero sollevare
queste tende per chissà dove andare
come se d’incanto tutto potesse volare
lasciare quest’inferno di sale
per chissà quale mare


Scritto nel 2009