poesia la scuola cresciuta ora più alta della terra
poesia che sembra quasi cosa eterna
impastata di sputo e sabbia grossa
pensare quanto il destino del mondo resta
tra le braccia di chiunque basta
per spostare i passi
e accatastare massi
oggi tre piani e’l sole che scotta
due notti vicine
il tetto
i muri
braccia di sabbia come titani
poesia la scuola cresciuta quattro mani
la ruspa ruggisce
robusta più della montagna che sbanca
si spacca ma non cede
ad essere stanca
i secchi sdraiati il sole
la malta strappata la terra
il latrato degl’asini soli
una pala
due zappe
tre travi
due cariole
quintali di piani ancora
le scale stramazzate il suolo
mahmud che guarda da solo
ancora una pala persa risposo
i sandali rotti e le dita scoperte
mohamend che scambia due sigarette
gomme a pile e pile e basta
rete e spago di ferro e di corda
una sega
una cazzuola
un rumore che pare svegliare
oltre che’el legno
la scuola da fare
poesia per la scuola cresciuta dal sogno
sfuggita il deserto
conciati di fango coperto
chiodi e pietre lo sforzo lontano
di questo cantiere pensato milano
in terra occupata
la scuola liberata
come strappata dal nulla e dalla preghiera
scriver sul secchio
seduto la sera
l’incanto disperso questa mattina
lo è per i sassi spaccati le mazze
e cresce la scuola
resiste palestina