Port du Prince è un groviglio di strade interrotte

Port du prince è un groviglio di buche e strade interrotte percosse la povertà come dal sol battente, ribollita di lamiere e mani nere. Il mare ne colma appena l’orizzonte tra polvere e fumo, come nuvole basse schiacciate dovunque, che storpiano il giusto d’ogni colore e soffocano il respiro in gola. Pozze grigie e quintali d’orrore, porci e bimbi come fratelli tra le fogne, che poi son casa, terra prigioniera d’un futuro che s’è scordato d’incontrare questa gente, ch’a perso la vista per l’ultimo domani.  La vita aggrappata dovunque è l’unica speranza che resiste l’acciaio di questi sguardi, il sorriso di questi infanti, il camminare trascinato di piedi più nudi che scalzi, di orme già fredde più ferme che avanti. La porta della città del principe tempesta al cappio dame e giullari, manca del regno, del trono, del fragore del tuono.


Scritto nel 2007