Ritratto Salim. La Pazienza, il ritorno e la fortezza del sogno

ritratto salim le mani conserte
il racconto del campo e delle sue perle
i figli e i fratelli tre piani di casa
la sua poltrona
i vestiti puliti
l’ora il polso
la penna al bavero
e la camicia un poco sbottonata

quanto almeno un tuono
il racconto ci accerchia
che han creato un pozzo tra il mondo
e questo fiore d’inverno
questo deserto ovunque
un passo dentro l’inferno

ritratto salim lo sguardo appena socchiuso
la vita un poco poggiata gl’occhiali
ride amaro se gli si chiede il futuro
ride ma dice che sarà ancora peggio
domani
pensare
lo ridico per noi che siam già l’inferno
dice che il muro abbuia perfino le ombre
cancella ogni strada
fin oltre le orme

ritratto salim
il padre e il settimo fratello
intorno suo figlio e tutti i suoi figli
di queste vite circondate cemento
fatte macerie
fin le cascate di questo tormento

racconta e scorre questo ritratto
senza che nulla che paia distratto
come shufat stesse ad ascoltare
il racconto del dottore
che non può più curare

ritratto i baffi e le labbra
ritratto sorriso colmo la rabbia
dei morsi del tempo e di questo ritorno
che non è mai giorno se aspetta e resta
fronte le porte delle speranze andate
di quelle morte
di quelle salate
fonte di buio a picco la luce
ritratto il dottore
a lui che si cuce


Scritto nel 2009