Santo Domingo oggi il nostro primo passo
è cirri di nuvole a quintali
scure il ciglio d’un temporale
appena sfuggito i nostri sguardi
ancor mescolato la pelle
e’l denso dei fiati.
Domingo
questo sabato di festa
si trascina i vetri il parabrezza
cola chilometri di strada e gente brillante
scura come la legna
tinta come caffè lavato latte
la ciurma di questo nostro prim’arrembaggio
è tanti volti sereni che danzano intorno
in tondo mirandosi le voci,
chi colmo di divampare
chi d’acqua e scintille a cascate
Santo Domingo non zoppica neanche un poco
un giovane trattiene il suo bastone
un cavallo la sua briglia
un’antenna metallo rossa e bianca
i suoi bulloni piantati le nuvole
uomini come cavalieri il tetto d’un carro
bidoni come lucciole sfuggite le fiamme
che fantasman dal respirare
grigio
del fumo