Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo
Ogni emozione è poesia, ogni uomo è poeta. Il difficile sta nel farvi dominare dalle passioni, il principio sta nelle tue stesse mani, il più bello sta nel leggere se stessi.
Una pagina bianca è una poesia nascosta…
Chiesi al vecchio cosa mai tanto mi spaventasse nella vecchiaia: “Non aver timore” disse “è solo il futuro della tua giovinezza”. Chiesi allora della mia giovinezza: “ Non esser fiero” mi pregò “è solo il passato della mia vecchiaia”
Pene d’amor altro non son che grate
…irto di spine è il cammino di chi carezza gambi e non petali…oltre ancora, là nel cuore d’ogni fiore, sta ciò per cui state lottando. Gloria è il trionfo, non la vittoria.
La nostalgia di un sorriso è pittura densa di toni verdi…
L’angoscia è quel sottile tremolio che ti desta al risorgere dell’alba con una stretta al cuore e’l pensiero gelato.
Dove sono stato tutto questo tempo ? (Deen Hag, appunto del quaderno di viaggio).
Brindiamo ai viaggi aperta parentesi in generale chiusa parentesi punto (Amsterdam, quaderno di viaggio)
Copenaghen è la bomboniera smaltata di lacca alla mela caramellata dei miei desideri civili. Riluce d’una pacata moralità dissolta, la si scorge timidamente perché subito ritira lo sguardo arrossendo, in un volto splendido di fanciulle dipinte dai raggi di sole. (Copenaghen, quaderno di viaggio)
Nessuno, e quando dico nessuno intendo una sottile linea fredda gettata nel pozzo dell’oscurità, è più adatto di me a compiere questo lavoro.
Da qui in poi non mi ricordo più niente (Caen, quaderno di viaggio).
Chi sboccia da chi di pace combatte sorride di petalo in fiore, divampa tra scintille accese, stringe pugni chiusi tuonando lampi e serrando saette.
Ora il miglior passo da compiere è non muoversi
Per chi va e per chi viene, per chi vive partenze come danze bizzarre, come le farfalle che volan di fiore in fiore, come chi non si ferma mai ed ha in mente sempre lo stesso viaggio.
Chiudete gl’occhi e alzate lo sguardo
Nessuno ha mai paura d’essere quando pensa, mentre i discorsi son pieni di codardi che annuiscono all’altrui volere. Tutti così, tendono a sputare il coraggio tenendosi l’acre e rancido sapore della paura.
Vi son ragioni che si spiegano meglio stando zitti.
Ora è tutto, questa notte si torna. Ma se viaggiare significa questo, tale sensazione avvolgente d’un mal di testa di cosciente stanchezza, immaginatemi indaffarato tra i miei bagagli, al capezzale d’un treno in partenza. (Bamakò, quaderno d’appunti)
Il tempo è l’avvenire del dove
Quest’ultimo giorno di sole acceso di maggio, nel fiore rugiada dei miei teneri anni, ho regalato i miei scritti alle onde alte di altri; ch’il vento soffi forte e il mare se le porti
L’ordine è un disordine con scarsa fantasia.
Mi son sbocciato d’essere edonista, in quell’allegra giravolta di parola ch’è l’esser felice nell’immenso splendere della natura.
La forza è la mala retorica degli stolti
Perchè certo mode io non me le son mai sfilate
Molti cercano di condividere non detti sforzandoli con il silenzio del non aver niente da dire.
C’è uno specchio dietro la maschera che portiamo ed uno specchio dietro la maschera di tutti quanti.
Chi pesta i piedi fa tamburo del mondo
Le capre appese dei mercati e il mantello del Piccolo Principe. Parigi sta distesa nuda, splendida, nel mezzo.
L’intransigenza non da troppi spazi, ma c’è troppo spazio per l’intransigenza
Oltre l’infinito getto un volo adagiandomi al di là del nulla
Dolce è il sonno di chi sogna di giorno
Troppo spesso la scintilla della rivoluzione s’è spenta nell’incendio del trionfo invece che nel fuoco della vittoria.
Ha potere chi crea potere, chi lo governa è solo schiavo.
Il perdono è la vendetta dei forti
Non abboccate all’amo, uccideteli i vermi
Contro razionalismo scintillante è ottenere più di quanto s’è disposti a rischiare.
Meraviglioso me stesso drago, ruggito spaurito d’un vate perso in un amore, rapito dal riflesso del fascino e della bellezza.
I doveri svezzano le voglie
Lische di macchine ferme come sculture di metallo scolpite grezze, d’ovunque lasciate a marcire tra gl’alberi. Dai rami imbruniti spuntano stecchi ruvidi fiori cresciuti da un prato cemento, tra i marciapiedi che ne fan contorno distratto e le aiuole di questa natura soffocata dagli stracci. (Milano, quaderno d’appunti)
Si scrive potere, si pronuncia sfruttamento
Star al capezzale di sé per un amore è come esser parole non dette che battono sulle labbra d’una bocca socchiusa per un bacio.
Si deve sempre star in agguato in poesia
L’inusuale è pioggia precipitata traversa, l’inusuale è l’immobilità del vento al sole, l’inusuale è il tremito delle foglie, l’inusuale è lo svolazzo d’uno straccio bagnato che cola capricci d’ovunque.
La fine è il fine più vicino del nostro inizio.
Il poeta perso per il sentiero raccoglie cocci di primavera, si specchia nella rugiada cavata dall’ali della foglia che sarà poi battito d’ali; la polvere magica del volo, impastata a due dita ingorde,
Ne spezzerà il respiro, quindi la vita.
Diverso è solo un altro modo per dire noi
E’ dalla mia punta di dislessia latente ch’è fiorita la mi scintillante poesia
Non state comodi sulle vostre scelte scomode
Ognuno merita il regime che sopporta.
Quando scottarsi ti lascia di ghiaccio.
Ci son vite che capitano e vite da càpitano.
Quando il ghiaccio è una tentazione che scotta
Make words not wars
Al settimo cielo, la tentazione non è peccato
Ci son vite passate e vite di passione
Cavalca l’onde per superare ogni scoglio
Un bacio è un respiro che ti lascia senza fiato
C’è chi ha una vita di tentativi e chi di tentazione
Non c’è specchio che non faccia riflettere
Se solo il presente fosse già passato
La loro verità finisce dove inizia la tua