A casa Marcello
con l’Enza ch’abbaia
il vino che scalata la vetta del tappo
si getta oltre le gole ch’ululano alla partita.
Sol tre minuti d’inizio
Comandini segna di piede
abbracciamoci ch’il vino è versato
la bottiglia in frantumi.
Appena due minuti
di goliarde canzoni da coro e
Comandini segna saltando mentre sembra Van Basten di testa
urla e pestoni
pugni e spintoni
c’è chi lo dice campione
i cugini serpenti sbudellati
tramortiti in mezzo ad una strada
son figli di nessuno.
Prima di peccar d’etere
sbraccio abbracci a
Giunti che danza attorno al pallone e gl’affida un trucco di prestigio
derby danzereccio di voci grattate
nel tinntinnar leoni la fossa
con tre reti rimaste nascoste
perché la poesia s’è consumata
nelle sorsate e nelle lacrime agl’occhi
A casa Marcello
con l’Enza ch’abbaia