sorridi
A quel sasso splendente
scintillii
di gocce salmastre inzuppano
le risa dei fanciulli più temerari
cuociono
le donne ma ben s’impanano di
zuppe di crema.
sfiorano
la quiete molte radioline
gracchianti sibili da stadio
d’un’estate frizzante.
il lor sapore lo porta il vento
come la sabbia striscia
il fastidio che mi recano.
mi sdraio
su d’una nuvola eremita
disturba con la sua ombra
l’arroganza di chi non s’accontenta
d’un sole che già disturba la vista.
nulla sembra dire
io e pochi la possiamo sentire
oltre gli spruzzi
oltre il cocco cantato
il suo silenzio tuona più di
mille lire.
Bagni d’estate