finché arriva la sera
lontana non è che tra riflessi di luce
la sento tra le pieghe dell’ombra
quando scuotersi perde ogni interesse.
la fatica acceca perfino me che sole sono
mollemente m’abbandono con grazia
pungente mi taglia la noia,
non c’è attesa solo asettica pazienza.
la sera meco rinfresca i mi sensi
m’abbuia l’animo di malinconia
nel cielo dipinto di lunghe lingue violacee
tra spruzzi di scuro sangue
cade
ferito
l’astro d’Apollo.
si muove e fermenta l’aria tutta
s’agitano cento e mille foglie
sospinte e carezzate dai soffi
paiono muoversi da sé,
fremono
spingono
per lasciare rami secchi e fiori vanitosi.
l’ombra immerge il dì
s’appoggia sulla pelle
sul bianco della mia tunica celeste
assapora i fili d’argento spento
d’un tabacco incandescente.
vola un corvo
si specchia in un ultimo raggio di sole
spazia il suo sguardo
di balzo vola,
una penna
di profonda luce annuncia
madame Notte.
Finché arriva la sera