Foto di Casa

Le foto lasciate al giallo del tempo

s’intondano come curve conchiglie senza perle

carte da gioco segnate

che per quanto le si possa mischiare

intrecciano sempre la stessa sorte

se con esse poco s’azzarda. C’è

mia madre che ride s’un pozzo,

lo scatto d’amore è di mio padre

gliela vorrei far vedere ora che vivono dispersi

di certo non si sono scordati. C’è

un sacco di gente che ride

gente ch’oggi non ha neppure un dente

di certo tra gl’abbracci han brindato per sempre

ma chissà che vento gl’ha sparpagliati.

Son colori da anni settanta

gialli splendenti senape

speranze scoperte di polvere

soffiata con tanta ragione d’alzare

vento come passione

i baci della contestazione brillano tra sguardi accesi.

Vi sono lacrime affacciate al mi sguardo

le stringo a questi spiriti andati

ma se piango io che neanche c’ero

per dio urli chi c’era davvero.

Vi racconto che mai v’ho incontrato

voi d’incalzo intanto spuntate

chi precede un ritratto del sole cresciuto

chi strade in processione d’una Sicilia che sorge. C’è

il trambusto d’un meriggiar in campagna

con il Fran che beve e mangia

che poi si vede ch’era lui il giullare

anche s’ora la pancia inganna

ha sempre avuto movenze dolcissime.

Ci sono tutti i viaggi che m’hanno portato

le carezze schioccate e sguardi stretti

tra sorrisi e fronti tese.

Stanno in basso le foto di casa

si lasciano alla luce d’un giorno ch’in loro sbiadisce

ricordo d’averle vicine d’un lampo

divampano voci

che non riesco a sentire.