Giovani oggi

i giovani d’oggi
è già un cattivo modo per parlar di
noi, noi
è già un gregge che cammina
insieme, insieme
è come di che siam tutt’
uno, uno
è capire che siamo
soli, soli
splendiamo perché siamo i raggi di
domani, domani
è il miglior giorno che mi capita di
vedere, vedere
non è mai come osservare e molto ci
sfugge, sfugge
chi è abbastanza furbo da non farsi
convincere, convincere
è la specialità di chi sta crescendo fin troppo
bene, bene
per ch’impara ad
amare, amare
è ciò che troppi non hanno ancora imparato a
fare, fare
senza pensieri e disfare questo
timore, timore
è ciò che sputiamo in terra prima che la paura prenda
sapore, sapore
poco rimane per chi vuole essere
piccante, piccante
è la scintilla d’aver vent’anni.

C’è poi chi ha tutte le tacche segnate, che si specchia i baffi a ragione, io invece corro agghindato con i gomiti e le ginocchia sbucciate.

i giovani d’oggi
è solo l’idea che vi
fate, fate
son le ragazze spigliate dal
vento, vento
poiché tutto sfiora ma nulla
prende, prende
il volo ogni nostro sorriso
distratto, distratto
chi per nulla si
meraviglia, meraviglia
è piantare un seme per vederlo
sbocciare, sbocciare
è esser appena germogli di petali
intatti, intatti
in fondo allo spirito m’accompagnano gl’
amici, amici
che sono come le farfalle di
maggio, maggio
quando sono arrivato
strillando, strillando
passo tutto la giornata perché di notte
urlo, urlo
la lotta per voce di tante canzoni.

Mi trattengo appeso coi polsi legati ai sassi di fiume, oppongo e fatico il passo ma poco la corrente mi segna d’onde. Rido e maledico i compagni d’acqua dolce che risalgono dai monti verso il mare, lor in un attimo si trovano arrivati, sospinti da una corrente che gl’abbandona ai gorghi.