Ho tre pesci rossi

Ho tre pesci rossi
uno si chiama Achille
pelide con tre pinne
ch’aguzza e sguizza in acqua
Avevo tre pesci rossi
m’Achille l’ho regalato
a chi per sorte è fortunato
ch’in quel giorno è nato
insieme ad Achille tutto rosso
Ho tre pesci rossi
due senza il sacrificio
del pesce pelide pinnato
tre con un terzo d’incanto gettato
tuffato
nuotato
sul fondo blu
Avrei quattro pesci
ma Achille è in vacanza
tre nella mia stanza
han squame metallo
che tintinnan sbattendo
sull’acquario cristallo
dell’immaginario
che per loro è il mare

ingoian dolce ma sputano amaro.

Avevo quattro pesci
con uno là e tre nel mio recinto
un altro in alto s’è spinto
così ora ho tre pesci
con Achille sempre altrove
Ho tre pesci rossi
uno nuota strisciando un sasso
mentre i due gettan’occhiate
spintonano gl’angoli conchi
s’affrettan ad essere stanchi
Ho tre pesci rossi
Achille non lo vedo da molto
bensì ai due ho dato patria
un nome come una speranza
perché già ora han l’acqua fino al collo
Ho tre pesci rossi
uno è più che altro un breve ricordo
due invece sono Pompilio e Ulcera
c’hanno il fare aristocratico
e l’occhio albino che sguscia fuori

son lapilli d’un fuoco ch’arde in un barattolo di biscotti annacquato.

Avevo quattro pesci
immaginazione
incanto
e una poesia per
l’onde
la fonte
la burrasca
i gabbiani di mare
Con tre pesci rossi
quattro pinne tra tutti
sei occhi son molti
sette l’infinito
nove i giorni di cammino
due le gambe meco
uno e uno solo il
mare in una stanza