ha un tetto di spaghi
e teli colorati di gioia
il mercato a San Cristobal
ha dei cunicoli infilzati
da spade di sole
dove una madre regala
il gusto per un sorriso
al mercato di San Cristobal
ci sono quartieri di legumi
tanto ordinati da far invidia
a pile di pomodori acrobati
che s’alzano fino al sole
per mano delle trecce
d’una massaia corpulenta
che li dirige come l’orchestra d’un esercito
nel mercato di San Cristobal
polli con l’occhi tondo
disperati a testa in giù
come mazzi di carte al vento
tra le uova che li guardano
con il piglio della vendetta
mentre un uomo con i baffi spuntati
specchia al sole il denaro
cercandone l’anima
al mercato di San Cristobal
bucce di mandarini e mosche
un bambino a guardia
di quintali di zapatos
Zapata quint’essenza
guarda i bambini che si scontrano
con i cani in uno sbuffo
di peperoncino a frotte
che picchia le lacrime
in un vicolo di sole candele
appese a gocce come caschi di banane
al mercato di San Cristobal
monta cucchiaiate di panna
e cannella la mi poesia
parola dopo passo mescolata
al tepore dell’abbraccio fraterno indigeno
che quasi si rischia di restarne travolti
al mercato di San Cristobal