Il freddo inghiotte la notte prima del mercato
quattro frecce animano
lo scheletro dei pasti tracotanti
per gl’astanti di domani.
Colpi di tosse sferrati
d’un viso all’alba
al caldo tra le melme
del naviglio secco.
Frastagliare di gente
come brusii ciechi
tastoni premuti domani
nel giorno a cui è mancata un’ora,
sincope nel battito del futuro,
singhiozzo del cuore del mondo
momento bruciato poesia
per sempre nascosta penna.
Voci strascicate e passi già svegli
una scatola a quattro zampe
fracassa frane di bauli ordinati
mentre le persiane sguardano
stropicciandosi gl’occhi
angeli inchiodati ai sibili del gelo
che goliardi fischiano al mercato.
Cappotti imbrattano i tavoli
le tovaglie di spezie ordinate
per i viandanti della domenica,
profumo di brina ghiacciata
distesa sul nudo del naviglio argento.
La notte prima del mercato