frotte di spilli velenosi
nel premersi lo spirito
sparso nel nulla
come un respiro contro vento
già fantasma al gelo
fontane di buio
pensieri vorticosi
girandole isteriche
che rincorrono la paura
come il morso d’un cane bastardo
la sua coda
non si riesce a dire
sapersi terrore
si spiega con la vergogna del vizio
con la parole sbucciate,
pentirsi della propria stupidità
senz’il gusto d’aver commesso il peccato
la paura pura della paura
è saper d’aver perso tempo
senz’aver messo da parte la vita