la stazione di Grosseto
un’estate a caso
immaginatela così
tiepida di gente
con una musica
di passi d’ottone
a spasso ai giardini
e i piccioni che passeggiano
sott’ala sobbalzando
come sulle giostre del terremoto
il pazzo della stazione di Grosseto
quest’estate racconta
del suo camel trophy del tredici
che fece per i debiti da pagare
m’alle domande sfugge
trottolando le ciabatte
come pentole che fracassano
quanto m’affascinano i tabelloni
dei treni alla banchina di Grosseto
pare siano palpebre chiuse
in attesa di sorprendere
di scatto il creatore
distratto dalla fantasia
per poter così morire
nel sogno libere dalle catene
dello svegliare viaggi
quest’estate qualsiasi
le traversine di cemento
non si muoveranno mai più
tra le noci di granaglia
della stazione di Grosseto
sono il senso dell’eterno
quotidianamente inchiodato
alla terra per correre
nel contrasto furioso
del fracassare deragliato
del frenare il treno la corsa
nel silenzio d’estate i binari