Michele che danza. Canzone per il nonno

Un corridoio di corrimani
prima d’arrivare ad incontrare
il nonno che riposa con occhi lucidi
come mia madre che consuma
fazzoletti soffiandosi il naso.
Cerca sempre le stesse sigarette il nonno
aspetta me che le scopro per far festa intorno
ampie boccate fino al filtro
filtro ch’è veramente filtro quando scotta le dita,
sigarette sempre nove
ogni volta una di meno e le unghie un po’ più gialle.
Si veste di striscioline panno color limoni di Sicilia
si veste come i monelli neonati dei cartoni
con un bottone slacciato sul sedere che spunta.
E’ sottile sottile il nonno
ci sta in tutti gli angoli di questo recinto
conserto e molto stranito
guarda fuori e si scheggia l’unghie.
Corre senza nessuno al traguardo
corre oltre quel nasone ch’è’l becco d’un tucano coloratissimo
ma quest’altri invece non ci credono perché (io l’ho chiesto)
non han mai visto un tucano e così (io lo spingo)
gl’han messo le ruote.
Dorme il nonno che sembra Merlino
con molti meno riccioli e con due spicchietti di sguardo
dorme in barba ad un santone con un lenzuolo bianco
da gelataio e due ciabatte tonde ai piedi.
Via questo mastro lattaio e’l nonno subito cambia gusto
sorride senza far sganascio (è sempre stato di giusta misura il nonno)
sorride senza rider perché le guance
s’animano solo quando parlano con la dentiera.
Ha un cuore mosso il nonno
faceva il marinaio
era il capitano Blake domatore d’onde,
già lo vedo dal fondo del letto sulla punta della motonave
con la giacca blu e i baveri fregiati
i bottoni d’oro e i guanti bianchi
il cappello a punta là dove il vento soffia prima ch’ovunque
lì in cima al ponte ch’apre i mari e alza l’onde.
Il nonno ch’à un piccolo mondo sott’occhio
io che n’ho uno uguale sulla pancia
un neo pieno ch’in lui è nato e in me cresce.
E’ malato chi respira e non vive
chi ha occhi ma non sguardo
chi pensa ma non crede

il nonno sospira ma non s’avvede
il nonno che mi bagna il pane
il nonno che lo bagna nel vino
il nonno che gioca a scopa con tre carte e m’insegna a tagliare il mazzo
il nonno che mi stringe al mercato e mi compra un fiore che balla
il nonno che mi porta a pescare sul molo
il nonno che rincorre la palla sulla terrazza
il nonno che la raggiunge su e giù dai tetti
il nonno e i treni modello per le feste
il nonno che rimette sui binari i vagoni che faccio cadere
il nonno capitano che fa il ferroviere
il nonno che mi suggerisce le rime ed io neanche me ne accorgo
il nonno ch’è una botte di rovere dove invecchiano i ricordi
il nonno che mi scalda e distilla i pensieri