il disordine del mercato sfatto
carta straccia e occhiaie
sacchi che sbrodolano
pacchi che rotolano
come biglie quadrate.
il confine del mondo
dalla follia torna alla strada
i fantasmi dei lampi
si mescolano alla fatica
stretti saluti tra tutti
sarà domani come era ieri,
cuccioli tra i rifiuti
un moccioso con le mani nere di tagli
il mercato è stata una casa grande
quattro giorni tiepidi e una notte ghiacciata
è stato sguardi a perdita d’occhio
la felicità sull’orlo d’un bicchiere
il ciglio della vita sospeso
tra passione e amicizia,
la mia voce grattugiata
lo spirito precipitato all’ennesima potenza
il mercato striscia via i suoi figli
snoda i fili del destino come bolle stappate
s’era fermento compresso
ora la schiuma della risacca
presto liberi profumi nel vento,
figli di nessuno e fratelli per sempre
cenere soffiata di scintille fiammanti