Poesia Mercante: tre di tre – il silenzio d’una via vuota

la differenza la fa una strada vuota
auto spicciolate sul marciapiede
dove prima c’era vita traboccante
ora puzzo di benzina e gomma sgonfia
la luce la si faceva urlando
piovevano lampadine come lanterne di lucciole
cascano fari puntati stretti nelle mie imprecazioni

la processione s’è sciolta
mentre la memoria scompare sciatta

le vie del mercato si stiravano
infinite verso la calca
la strada di Milano è tozza e nera
la piazza prima una toppa di vie
follia e granelli
ora è calpestata d’indifferenza
un palpito batte al gelo
nella vetrina che fa sponda
ad un Geppetto di trucioli
antico come gl’alberi
rugoso come la corteccia del mondo

i muri  tappezzati di gente ieri
questa sera sono una cascata di sassi
il sorriso non si colora
nessuno da salutare per gioia
la prima volta come l’ultima per sempre
sguardi schivi di ricordi schiavi
le strade della sera dopo la fiera
il rimare scomposto della città
niente di vivo
di tutti qualche pischiello
per il Manzoni preoccupato
scoreggia coi loro motorini
la goliardia straripata foga

gl’angoli mangiati dal profumo
sagra di pannocchie brustolite
dall’orco in maniche rimboccate
maschere impastate in terra d’Africa
passaporti gettati sul fondo del mondo
sospesi nel vortice della nostalgia
tinta invisibile in agguato
sfusa come il vino versato
ch’a gocce cola dalle dita in bicchiere
dalla felicità radente d’esser io nell’insieme

il passato vola che com’un bacio
non si può aspettare come l’amore una volt’ancora

in via Lanzone c’è la mia storia felice
c’è un’impronta di spirito caldo
nel freddo gelato nevischio
c’è una poesia che spoglia i ricordi
c’è il fantasma del mio spirito
sfatto dalla sera che cala
in via Lanzone altrove
dispersa in burrasca