ch’è onda fonda di bolgia
Milano occupata statale
col pizzico dell’assurdo
ch’assorda la sera
stanotte Primavera.
volti che son salti di danza
senza ragione ma speranza
in quest’oggi che conta e sposta
l’orizzonte del destino qualunque
la statale stasera
risuona di giovani forti
come mai lo è stata di nuvole dense
che sbuffano vento
e sentimento a stento
la statale stasera racconta
striscioni strascicati colati scale
e visi lucidi di sguardi vigili.
la rivoluzione del pane
alle porte del sapere
è fiotti di gioia
e spuma di sponde
che dalla risacca
esplodono uragano di pezze e vento
col tuono portento
d’un solco cemento
che son semi gettati il domani
d’un futuro fracassato del vibrare
d’istinto le mani o
di rocce libere
che son sassi duri
come pugni chiusi.
come fosse muraglia di respiri
sorge credere e divenire
come spilli e sapore sapere.
avanti così
folli nel gettar monete
al circo degli untori
al braccio dei veleni
che son solo pensieri
morsicati la gente
nelle piazze
per chi le sente
la statale stasera dal basso e d’ovunque bicchieri e sigari
è tempo esploso per sempre
come oggi fosse la prima volta
che’l sole cancellasse la pioggia.
e ho le suole colme di tappi sbocciati
che schiocchiano passo dopo passo
e incalzano la corsa
oltre gli ostacoli del vorticare
occupato d’eccezionale d’ovunque