mi chiedo se sono disperso
per l’ammutinamento
del galeone della normalità
o perché affogato in tempesta
il mio desiderare arriva oltr’il possibile
avanti la soddisfazione
fa mangiar polvere al viver comune
alle vite che nascono e muoiono
e basta
e nient’eterno
oggi l’incredibile
è vedermi in poppa
forse già sulla cresta dell’onda
con il braccio teso
e’l coltello alla gola del capitano
ch’ha il mio volto da ragazzo
e la mia stessa paura
le stelle’l vento di mare
sol le fiamme della mia rivoluzione
attorno alla follia della disperazione
d’esser solo nessuno
tra troppi qualcuno