Ritratto Armando

Armando sta
conserto la sedia
le mani un poco giunte
quasi fosse preghiera
per il passo giusto
l’andare avanti
nonostante i fischi
e gli schiaffi del vento

volto e folla
come piazze ricolme
il tatto che poesia soffia e alza
l’allerta dell’assalto il rosso
del salto il fosso
del vino sorso divino

come fosse polvere luccichia
brilla
l’argento dei suoi capelli
raccolti
un uomo il partigiano
che come masso
travolge la mala dei potenti
sporto domani
la finestra d’una memoria
fresca oggi ancora
cento spari lontani
mille passi vicini

armando
scuote silenzio
le parole zitte spesso son voci alte
e raccontano barricate piccanti
al viver comune
tra le fiamme della sera
che corre e s’avvera