Ritratto del Marcio

una pila di denti spalancati finestre per sorriso
alta foschia rada d’un bacio fraterno
avanza saltimbanco su trampoli di massiccia presenza quieta
splendida goliardia del mi essere marcio,
esplosione fermentata di racconti vivi
col tono cavalcato di vita vissuta
in istanti potenti come lampi dal fragore vibrante

sei il pugno chiuso del mio compagno
cinque le nocche di notte senza rancore
quattro braccia l’abbraccio
tre vocali e tre consonanti consunte in marcio
due noi dirottati senza sosta
uno unico te

nei giorni caldi accesi di Sicilia
Sarracino,
pupo buratto baratti i tuoi fili con Mangiafuoco
sei acciaio brillante riflesso temperamento
o punta di penna ritratta poesia
o saetta
e titano
come un agrume rosso fuoco squisito
dal nocciolo duro
spremuto in dolci speranze

ginestra velluto
vino paesano versato in festa
pioggia a cascata del mi ridere convulso
marcello macello di felicità
e grazie per tutta questa grinta grulla