c’è Pasolini coi pugni stretti
storce il pane col solletico
ch’accompagna l’accarezzarsi delle unghie
c’è Pasolini con pantaloni bianco vergine
lindi come la piega che li taglia
le gambe a cavallo d’un eleganza intima
c’è Pasolini con occhi scuri
il volto affollato e lo sguardo
leggero come un soffio
c’è Pasolini poco più in là
vestito di vino e poesia
follia del saperlo vivo
oltr’il pozzo del delitto
c’è Pasolini in splendido silenzio
la Merini con le mani sul viso
canta il tremare della sua passione
Pasolini la vede sbirciando
un sorriso resta disperso
c’è Pasolini che parla con parole tonde
voce strozzata nuvola temporale
trascinata in cielo dal profondo
gettata buio tra un raggio d’ombra