ch’è fin troppo semplice
scriver della felicità
se non fosse che la poesia
si sparge
e si fa polvere di fascino precipitato
il dipingere d’una spiaggia il sole
martellata di vita scomposta
bruciata corsa folle
sull’orizzonte dell’esser fionda tesa
e sasso spremuto scintilla
le pieghe del velluto cangiante la fiamma
la coppa del seno d’una vergine
spesa all’occhio
d’un epoca
che la vede doga ed elmo d’eroe
sulla vetta del viaggio
tra i flutti del coraggio
Al’è la lama
e il sapore del taglio