Ritratto riflesso di Jorez

è tra l’ombra del profilo
del taglio dello sguardo
che spettino Jorez
moccioso brancaleone
con la sua fionda a ricamar la pagina
d’un ivan ora addormentato
sulla poesia
che freme e si rigira nel letto

il sapore acceso dell’aia sbattuta dalle biglie di corsa
la vela tesa d’un onda che sfugge la tempesta
un sorridere limpido di gioia a gocce
capovolto dalle rocce ai confini delle cascate del sole

spolverato di barba le guance
sul picco della vetta del suo capogiro
ti disegna i contorni
più che guardarti
ti spreme la vita di dentro
più che sorridere

spende la sua cena rincorrendo i bocconi
sguinzaglia una penna tarantolata
ch’inventa un circo di zingari
alla corte di cristo