Taormina di corsa d’estate

una campanella in via dei Manzoni
odora di piano in folle corsa
note scivolate tra lo snocciolarsi di lampi alla luce del giorno,
un pittore che spinge le sue opere in fondo al mare

tra i ricci delle belle
l’insistere del ridere è Taormina d’estate
il racchiudere tra un abbraccio un bacio è Taormina la notte
otre le stelle

spicchi di mare aspri
soli rossiscono la gioia
di gocce traboccanti sparse
a sorriso nel vento
dolce orizzonte sospeso
dal trono d’onde e la corona tramonto oro

c’è una sedia in più sulla spiaggia, Taormina riposa
un sospiro ti lacrima lo sguardo

medaglie argento sporco
frutti dolci caramello lucidi
ricco corso di mare.

la storia raccontata dai pupi
fila come sogni di notte
incanto desto del saperli sogno
svegli prima o poi
con gl’occhi vispi a infranger
spruzzi alla sorgente della cascata

scesa Morone
si fa meraviglia gettata scalini ripidi
sparpagliati accanto a cento lune
appese come sorrisi.
me palmo e penna
terra vergine per una poesia
d’un seme sventrato di passi
accovacciato tra l’onde sbeccate

una donna in carrozza
taglia a testa riversa la folla a fette
fulmineo argento vivo
madre di Mangiafuoco bambino
prurito ricciolo tremulo
com’un sacco di gioia comodo

Taormina spazzola saette luccicanti
nodi arricciati d’ulivo
prima rido poi scrivo
su d’una vernice fresca cangiante
come un bisbiglio strofinato all’orecchio