Un giorno di morte oggi

è un giorno di morte oggi
senza voglia di parlare con nessuno
meno che con voi mi faccio piccolo
corro finché non brucia il respiro
e gratta la schiena. Hanno messo le sbarre al letto
ci hanno sbattuto sopra un sacco
ossa a prendere forma
le mani gonfie e grinze
le guance che colano profonde
il cranio che sporge
le labbra rivoltate secche
sottili sibili sono i fruscii che s’attaccano
alla carne come le mosche
lei si piega e si ritira dalla nebbia
c’oltre il prato appanna lo sguardo
raggrinza le rughe
nelle tempie scavate
tra la barba incarnita
la saliva ferma oltre il mento
le voglie tacciono tramortite
l’orrore m’inchioda al terrore dei ragni
giallo sporco che convulsano
asciutti su stecchi sottili. Un giorno
di morte e di versi per versi
con la pelle che si sgretola a scaglie
nervi tesi immortalano gorghi mostruosi
di forme grattate e ombre spezzate