io so d’esser desto
vivo
monello sopito per la strada
luce incandescente abbuia il pensiero.
scuoto le sbarre della poesia
mai chiave ebbi
pesto e batto
ma nude le mani
di chi è cocciuto
Calli forse?
giocondo frizzante
pagliericcio paesaggio davanti
si disegna sempre più alto
nel cammino continua incespicando.
dove sono è presto per proseguire
vespero per galoppare indietro
Udita è già finita
t’odo librare emozione
senza gabbia volo volonteroso
oltre le nuvole sarò vate divino
fui pesce
poiché folle presi le ali.
solo so ch’a mezz’aria non si vola
precipitando voglio aggrapparmi
perire sì
mai di breve memoria
Cadrò?
Ting
M’addosso in un momento
Musa m’è grata
libertà libertà e sempre fermento