Installazioni




Con ivan il concetto di installazione diventa oggetto e materia di trasmissione poetica. “Installazioni come vettori di un contenuto poetico che avvolge lo spettatore e lo chiama a far parte di un’interazione concreta dove l’agir poetico prende forma e si struttura in materia, scultura, gioco o juke box” (ivan, 2008). Ed è proprio un juke box il primo esperimento di installazione interattiva fatta da ivan in occasione della mostra “Street Art Sweet Art presso il P.A.C. (Padiglione di Arte Contemporaea) a Milano nel Marzo 2007, quando il poeta-artista utilizzò un vecchio juke box anni ottanta come vettore interattivo per la sua poesia. “Volevo creare un’opera partendo da un elemento aggregante che fosse al tempo stesso quanto più alieno dalla poesia e soprattutto dal concetto elitario della poesia come espressione di pochi per pochi. Davanti al juke box sono passate intere generazioni di giovani che si sono innamorati e hanno ballato grazie alla sua musica. Mi sembrava il vettore migliore per creare un contesto di fruizione pubblica della mia poesia. Soprattutto per una mostra dove l’aspetto pubblico è la base del nostro operare in strada. Così ho registrato quaranta poesie su cd e le ho messe all’interno di un vecchio juke box al posto delle canzoni, dando così al pubblico la possibilità di scegliere quale delle mie poesie ascoltare. Ovviamente senza bisogno di inserire la moneta perché, per me, la poesia non ha prezzo.” (da un’intervista ad ivan nel Maggio del 2007). L’installazione, che prende appunto il nome di “La poesia non ha prezzo”, era nata proprio con la volontà di creare un’opera d’arte interattiva che diffondesse poesia all’interno di tutto lo spazio espositivo e accompagnasse il visitatore durante il suo percorso in mostra. A questa prima installazione ne seguì una seconda, realizzata con un juke box anni sessanta in occasione della mostra “Street Up” presso la galleria Bybls Art Gallery di Verona nel Luglio 2007. Attualmente l’opera fa parte della collezione Facchini (Byblos) all’interno del Byblos Art Hotel dove, grazie alla sua posizione, continua a creare un’interazione diretta con il proprio pubblico. Dopo l’esperienza del PAC e della Byblos Art Gallery, ivan ha prodotto altre installazioni cercando di mantenere sempre vivo il rapporto interattivo con il pubblico. Basta pensare all’installazione “Nel Segno degli Altri”, fatta presso il MART di Rovereto, oppure all’installazione realizzata all’Auditorium Parco della Musica a Roma, dove ivan scrisse tutto il manifesto d’assalto poetico in matita su un muro bianco con alla base 500 gomme, così da dare la possibilità al visitatore di cancellare parti del testo creando nuove parole e nuovi significati all’opera. Anche all’interno della mostra “Poesia Viva” sono molte le installazioni presenti, dalla scultura lunga nove metri “Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo” alla stanza di parole de “Il poeta sei tu che leggi” fino alla video installazione interattiva “Chi pesta i piedi fa tamburo del mondo” dove il fruitore attraversando una stanza scura attiva con il peso dei suoi passi poesie e parole proiettate su muro e recitate creando così una poesia partendo dai propri movimenti.